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L'importanza di chiamarsi Giorgia

€ 22.00Prezzo
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di Stefano Disegni


Prefazione di Antonio Padellaro


Le strip su Giorgia Meloni, fin dalla prima apparizione sul Fatto Quotidiano, hanno riscosso immediato successo tra i lettori. Tutto comincia con la serie Giorgetta e gli zii, ante Presidenza del Consiglio, in cui Giorgia in corsa per conseguire la vittoria va a Ostia insieme agli zii: lui comunista amareggiato dalla sorte della sinistra e molto caustico nelle battute con cui commenta le dichiarazioni fascistoidi della nipote; lei, donna aliena dalla politica, tenera e affettuosa con la nipotina. Quando Giorgia diventa Presidente del Consiglio la serie degli zii lascia il posto a un’altra, Monster and company, in cui Meloni, ora capo del Governo, interagisce con i suoi orrendi compagni d’avventura: da La Russa, braccio destro legato al corpo per evitare inconsulti saluti romani, a Salvini, sempre al cellulare a tramare contro la leader, a Berlusconi – prima della dipartita – che biascica porcherie, a Fontana, fanatico religioso, fino a una entry che ha avuto subito successo, Concita De Gregorio (“Coccìta”) che canta le lodi della leader al grido “avercene!”. Anche questa saga ha avuto grande risposta di pubblico, a giudicare dalle mail che riceve l’autore, in cui molti chiedono una raccolta perché si sono persi questa o quella puntata. Così nasce L’importanza di chiamarsi Giorgia, dove le “altre farse” sono strip dedicate ad altri protagonisti delle cronache politiche nazionali (PD, M5S, il papa, Renzi e altro) che fanno raggiungere al libro la giusta foliazione, insieme a vignette da inserire “a condimento”.


In un susseguirsi di strip al curaro l’ascesa e l’irresistibile trionfo di una che si chiama come una canzone di Ray Charles ma per fortuna lui non lo saprà mai

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